Muscolo accessorio del tricipite (accessorium tricipitis)
Voce di rimando: questa denominazione è trattata nella scheda Tricipite brachiale.
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Voce di rimando: questa denominazione è trattata nella scheda Tricipite brachiale.
Voce di rimando: questa denominazione è trattata nella scheda Abduttore lungo del pollice.
Le variazioni dei muscoli del pollice sono riportate in circa un soggetto dissezionato su sei. Le più frequenti riguardano l’abduttore lungo e consistono in un’ampia scissione del tendine, o dell’intero muscolo, in parti separate; il ventre muscolare può essere doppio.
Muscolo di piccole dimensioni che origina dal tubercolo laterale del calcagno e si inserisce sulla tuberosità del quinto osso metatarsale.
Voce di rimando: questa denominazione è trattata nella scheda Abduttore del mignolo (mano).
Muscolo raro che origina dal processo laterale della tuberosità del calcagno e si inserisce sulla superficie laterale della base della falange prossimale del quinto dito del piede.
Radiogrammi del rachide dorsale di una bambina di 3 anni mostrano l'assenza degli archi posteriori di D4-D7 (T4-T7), con marcato allargamento del canale spinale e multiple emivertebre a carico dei corpi di D6, 7 e 8 (T6-T8).
La consueta formula di 7 vertebre cervicali, 12 toraciche, 5 lombari, 5 sacrali e 4 coccigee si riscontra solo in circa il 20% degli individui studiati; il numero degli elementi della colonna varia fra 32 e 35 e i livelli di transizione fra le regioni possono spostarsi in senso cefalico o caudale nel 2-11% della popolazione.
Le vertebre toraciche variano per le fossette costali e per la forma dei processi trasversi e articolari: il passaggio al tipo lombare può avvenire già nell'undicesima toracica e i processi articolari possono essere di tipo lombare da un lato e toracico dall'altro. Occasionalmente si riscontra un'emivertebra, di regola anchilosata alle vertebre adiacenti.
Il margine inferiore del vomere può essere reperito nella sutura intermascellare, partecipando con le ossa palatine alla formazione del palato duro; il vomere può inoltre essere separato dalla lamina perpendicolare dell'etmoide da una striscia di cartilagine ed essere fenestrato.
La profondità massima riportata della sella turcica è di 8 mm, con un intervallo da 4 a 12 mm e valori medi lievemente diversi fra i gruppi umani. È inoltre descritta la spina sellare, sporgenza ossea di 4,35 mm che aggetta dal lato dorsale della fossa ipofisaria all'interno della fossa stessa.
Il numero delle coste può risultare aumentato per aggiunta all'estremità cervicale o lombare della serie, oppure ridotto per assenza di singole coste. Le coste cervicali si presentano in circa lo 0,5-1% dei cadaveri e, per la loro posizione, possono provocare un disturbo dell'apporto vascolare o nervoso all'arto superiore; sono descritte inoltre fusioni, biforcazioni e coste lombari.
La staffa presenta variazioni marcate della testa, delle branche e della base: nella maggior parte dei casi la branca posteriore è risultata più spessa, più grande e più curva della branca anteriore, e non è possibile stabilire alcuna correlazione fra la lunghezza dell'ossicino e il suo peso.
Le vertebre lombari presentano variazioni di vario genere: coste lombari (8,8% in una serie di 559 scheletri), ponti ossei fra processo mammillare e accessorio, interruzione della continuità dell'arco della quinta lombare (circa 4,2%) e vertebre di transizione lombosacrali, la cui frequenza varia fra le popolazioni.
Il numero di vertebre del sacro è variabile: può aumentare per fusione della prima coccigea o per aggiunta dell'ultima lombare, oppure ridursi a quattro per lombarizzazione della prima sacrale. Sono descritte inoltre variazioni della superficie articolare, l'apertura dorsale del canale sacrale, differenze fra i sessi e fra le popolazioni e casi di persistenza della coda.
La scheda riporta il riferimento di Takata (1922) sul valore delle ossa come materiale diagnostico dell'età fetale.
Quasi il 40% dei crani presenta ossa suturali in prossimità della sutura lambdoidea, con frequenze riportate fino al 90%; segue per frequenza l'osso epipterico, reperito presso l'antica fontanella anterolaterale. In media ciascuno dei crani classificati possedeva tre o quattro varianti diverse, espressione di una notevole eterogeneità genetica entro e fra le popolazioni.
Al ginocchio variano la forma dei menischi (a «C», discoide o circolare), la presenza e il tipo dei legamenti menisco-femorali, i legamenti crociati, il legamento trasverso e la rotula, che può variare per dimensioni e posizione, essere suddivisa in più parti o mancare.