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Arteria splenica (lienale)

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Abstract

L’arteria splenica presenta variazioni numerose: si distingue in forma magistrale e distributiva secondo il livello di divisione, può dividersi in due rami che si riuniscono attorno alla vena splenica, può fornire rami normalmente derivati da altri vasi e partecipa alle varianti di composizione del tronco celiaco.

Quando l’arteria splenica si divide terminalmente in prossimità della milza (a circa 1-2 cm dall’ilo) viene detta splenica magistrale. Ciò si verifica in circa il 30% dei soggetti. Quando la divisione della splenica avviene più precocemente, come in circa il 70% dei soggetti, nel segmento prepancreatico, essa viene detta splenica distributiva.

Le variazioni dell’arteria splenica sono numerose. Essa può dividersi in due rami che si riuniscono, con la vena splenica che attraversa l’ansa così formata. Può dare origine a rami normalmente derivati da altri vasi, come la gastrica sinistra, la colica media e l’epatica sinistra.

L’arteria splenica fornisce da quattro a sei (più o meno) arterie gastriche vasa brevia. Sono arterie terminali. Esse possono originare dall’arteria gastroepiploica, dall’arteria splenica propriamente detta, dai rami splenici dell’arteria splenica, oppure da una qualsiasi combinazione di questi. L’arteria gastroepiploica sinistra può originare da uno dei rami splenici anziché dall’arteria splenica propriamente detta.

L’arteria pancreatica dorsale origina dalla splenica nel 37% dei casi, dal tronco celiaco nel 33%, dalla mesenterica superiore nel 21% e dall’arteria epatica comune nell’8%, tipicamente in prossimità dell’origine aortica.

Come indicato in una sezione precedente (tronco celiaco), il tronco celiaco può essere privo di uno o più dei suoi rami principali. In tali casi il ramo in questione può originare dall’aorta o dalla mesenterica superiore, sia indipendentemente sia insieme a un altro ramo. È stato riportato che le variazioni ricorrono con le frequenze seguenti (approssimative):

1) Tronco epatosplenogastrico; corredo abituale 90%. 2) Tronco epatosplenico (epatica e splenica) 3,5%. 3) Tronco epatosplenomesenterico (epatica, splenica e mesenterica superiore) 0,5%. 4) Tronco epatogastrico (epatica e gastrica sinistra) 1,5%. 5) Tronco splenogastrico (splenica e gastrica sinistra) 5,5%. 6) Tronco celiacomesenterico (mesenterica superiore insieme al tronco epatosplenogastrico) 1,2-2,5%. 7) Tronco celiacocolico; una colica media o una colica media accessoria originante dal tronco celiaco è estremamente rara (non sono disponibili dati di frequenza).

Le arterie splenica ed epatica sono state descritte originare da un tronco comune proveniente dall’arteria mesenterica superiore. Krause (si veda Henle) riportò un caso di Hyrtl nel quale la splenica originava dalla mesenterica superiore. È stato dimostrato che l’arteria splenica può dare origine all’arteria epatica, la quale si univa all’arteria mesenterica superiore e si distaccava poi dall’arteria mesenterica superiore per irrorare il fegato.

Anche l’arteria pancreatica inferiore può irrorare la milza.

Il decorso tortuoso dell’arteria splenica è considerato talmente variabile che non esistono due arterie uguali, ma la tortuosità dell’arteria è assente nei lattanti e nei bambini.

La vena splenica non è avvolta in una guaina comune con l’arteria: è retropancreatica e mai tortuosa.

Le arterie spleniche sono arterie terminali nel senso più stretto, e l’interferenza con l’apporto ematico alla milza determina aree necrotiche nell’organo.

L’arteria splenica può decorrere attraverso il pancreas per raggiungere la milza. Nell’assenza congenita della milza (molto rara) l’arteria splenica termina nel pancreas.

Rami varianti dell’arteria splenica: l’arteria gastrica posteriore è un ramo della splenica ed è presente nel 48-67,8% dei soggetti; DiDio e collaboratori l’hanno riscontrata nel 46% dei loro soggetti. Secondo DiDio, l’importanza chirurgica dell’arteria gastrica posteriore deriva dalla sua incidenza relativamente elevata, dal suo costituire un’ulteriore fonte di apporto ematico per la porzione superiore della parete gastrica posteriore e dall’avere un’origine quasi nascosta (dietro l’arteria splenica). Inoltre essa fornisce un’arteria polare superiore alla milza. È importante che il chirurgo conosca l’esistenza di questi rami dell’arteria splenica diretti cranialmente alla parete gastrica posteriore e al polo superiore della milza, e delle loro variazioni. Questi vasi hanno una posizione posteriore «nascosta» e possono passare inosservati, con la possibilità di un pericoloso sanguinamento se vengono danneggiati. L’arteria gastrica posteriore fu descritta per la prima volta da Walther nel 1729.

È stato dimostrato che l’arteria splenica può dare origine ad arterie esofagee.

Immagine dei principali modelli di irrorazione arteriosa del fegato

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Immagine delle arterie spleniche

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Immagine dei rami dell’arteria splenica

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Immagine dell’incidenza e della distribuzione per sesso dell’arteria gastrica posteriore, dell’arteria polare superiore e dell’arteria gastrosplenica

Colica media

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Vedi immagine 101

Gastrica posteriore

Vedi immagine 430

Pancreatica dorsale

Vedi immagine 101

Superiore (splenica), polare superiore (splenica)

Vedi immagine 269

Pancreaticoduodenale superiore posteriore

Immagine 341

Riferimenti dell’opera originale

Elenco riportato come compare nella fonte, senza normalizzazione dei formati bibliografici. Le voci non sono tradotte: un riferimento bibliografico si cita nella lingua in cui è pubblicato.

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Classificazione anatomica

Provenienza del contenuto

Traduzione

Traduzione italiana di «Splenic Artery — Illustrated Encyclopedia of Human Anatomic Variation: Opus I: Muscular System» di Ronald A. Bergman, Adel K. Afifi, Ryosuke Miyauchi. Fonte: https://www.anatomyatlases.org/AnatomicVariants/Cardiovascular/Text/Arteries/Splenic.shtml Opera originale distribuita con licenza CC BY-NC-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/deed.it). Traduzione a cura di Redazione AIVA. Modifiche rispetto all’originale: Traduzione italiana del testo originale inglese, che resta consultabile nella versione inglese di questa pagina. Il contenuto è stato riorganizzato nel formato scheda del portale (sintesi, testo, riferimenti) senza modificarne le affermazioni. Le figure non sono state copiate: sono collegate alla pagina d’origine. Questa pubblicazione non è approvata né avallata dagli autori dell’opera originale.

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