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Mascella (maxilla)

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Abstract

Nella mascella variano il canale infraorbitario e il numero e la posizione dei forami infraorbitari, che possono essere doppi o multipli. Variano inoltre le dimensioni del seno mascellare, i suoi osti accessori e i suoi setti, i canali incisivi e i processi palatini.

Nella mascella la parete inferiore del canale infraorbitario può essere incompleta e il nervo infraorbitario viene quindi a contatto con la mucosa del seno mascellare. In circa il 5% dei crani il solco infraorbitario si presenta come un canale. Sono stati segnalati due o più forami infraorbitari. Il forame infraorbitario può trovarsi ovunque fra 3 e 7 mm al di sotto del margine infraorbitario. Occasionalmente una spina ossea ricopre il forame. Il canale (solco) infraorbitario può essere spostato lateralmente fin sulla sutura fra la mascella e l'osso zigomatico. Canali infraorbitari soprannumerari compaiono talvolta medialmente, lateralmente e/o superiormente al canale abituale.

Il più antico resoconto della variazione del canale infraorbitario si deve a Gruber (1875). Gruber riferì che il numero dei forami può variare da 1 a 5. Furono Kadanoff, Mutafov e Jordanov, nel 1970, a tabulare e illustrare la varietà di forami infraorbitari riscontrata in oltre millequattrocento crani. Kadanoff e collaboratori lo trovarono doppio in 131 casi (9%), triplo in 7 (0,5%) e in numero superiore a tre in 4 (0,3).

Berry nel 1975 segnalò forami infraorbitari accessori in crani provenienti da quattro aree geografiche: Inglesi, 2,2% negli uomini e 4,8% nelle donne»; Birmani, 6,4% negli uomini e 8,7% nelle donne; Americani (Nord-Ovest), 12,5% negli uomini e 7,9% nelle donne; Messicani, 18,2% negli uomini e 12,5% nelle donne. Il numero dei forami accessori non fu discusso. Duecentocinquanta crani (500 emicrani) della collezione dello Iowa non presentavano più di un forame per emicranio, ma due erano suddivisi da un tramezzo.

Le indagini hanno mostrato che l'ampliamento del seno mascellare può essere prodotto da (a) uno scavamento del processo alveolare (recesso alveolare); (b) l'escavazione del pavimento della fossa nasale per estensione del recesso alveolare fra le lamine del palato duro (recesso palatino); (c) l'invasione del seno nel processo frontale della mascella; (d) lo scavamento del processo zigomatico dell'osso zigomatico (recesso malare); ed (e) l'estensione e l'appropriazione di una cellula pneumatica all'interno del processo orbitario dell'osso palatino (recesso palatino). La riduzione del seno mascellare, per contro, può conseguire (a) a un imperfetto riassorbimento dell'osso spugnoso sul pavimento del seno, o a un ispessimento secondario delle sue pareti; oppure (b) a un'invasione dovuta all'avvicinamento delle pareti facciale e nasale, a un'insolita depressione della fossa canina, a un eccessivo rigonfiamento della parete nasale laterale o a denti imperfettamente erotti. Le sporgenze semilunari che assai comunemente protrudono dalle pareti verso l'interno sono occasionalmente sostituite da setti che dividono completamente il seno in due cavità, ciascuna con un'apertura indipendente nella fossa nasale, ma senza alcuna comunicazione fra loro. Questi tramezzi variano per posizione e direzione, in alcuni casi suddividendo il seno in un compartimento anteriore e uno posteriore, in altri in una camera superiore e una inferiore. In quest'ultimo caso, la camera inferiore può comunicare con il meato inferiore.

Osti accessori del seno mascellare si riscontrano in circa il 30% dei crani; ne sono stati segnalati fino a tre in un solo cranio.

La parte incisiva del processo alveolare può costituire un osso indipendente, l'os incisivum. I canali incisivi, che danno passaggio ai nervi nasopalatini, possono aprirsi con più forami.

Un difetto dei processi palatini esita in una palatoschisi. Un osso separato può comparire su entrambi i lati della sutura palatina mediana. I processi palatini della mascella sporgono talvolta all'indietro sul piano mediano, separando l'una dall'altra le lamine orizzontali.

Nella sutura fra l'etmoide e la mascella, al di sotto del forame etmoidale anteriore, può comparire uno iato di 3 mm attraverso il quale le cavità orbitaria e nasale comunicano.

Il seno mascellare fu descritto e illustrato per la prima volta da Leonardo da Vinci nel 1489.

Secondo Kadanoff (1970), il 90% dei forami infraorbitari è singolo; il 9% è doppio e lo 0,05% è triplo.

Variazioni delle dimensioni dei seni frontali e mascellari .

Figura della scheda «Mascella», da Anatomy Atlases

Anatomy Atlases. Immagine ospitata dal sito d’origine. Apri la pagina originale.

Figura della scheda «Mascella», da Anatomy Atlases

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Riferimenti dell’opera originale

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Classificazione anatomica

Provenienza del contenuto

Traduzione

Traduzione italiana di «Maxilla — Illustrated Encyclopedia of Human Anatomic Variation: Opus I: Muscular System» di Ronald A. Bergman, Adel K. Afifi, Ryosuke Miyauchi. Fonte: https://www.anatomyatlases.org/AnatomicVariants/SkeletalSystem/Text/Maxilla.shtml Opera originale distribuita con licenza CC BY-NC-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/deed.it). Traduzione a cura di Redazione AIVA. Modifiche rispetto all’originale: Traduzione italiana del testo originale inglese, che resta consultabile nella versione inglese di questa pagina. Il contenuto è stato riorganizzato nel formato scheda del portale (sintesi, testo, riferimenti) senza modificarne le affermazioni. Le figure non sono state copiate: sono collegate alla pagina d’origine. Questa pubblicazione non è approvata né avallata dagli autori dell’opera originale.

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